Dalla redazione: una nuova fase
L’uscita del primo numero della rivista Prometeo Comunista è il risultato logico di quasi trent’anni di lavoro del nostro gruppo. Nelle condizioni di estrema debolezza del attuale movimento operaio e della frammentazione delle forze marxiste, non cerchiamo di iniziare la storia da un foglio bianco. Al contrario, ci basiamo sull’esperienza politica e teorica accumulata. La nostra pratica ha attraversato diverse fasi, ognuna delle quali ha richiesto un affinamento della strategia e un’applicazione coerente del metodo marxista alle mutevoli condizioni storiche.
1998: la formazione della base nel contesto della crisi
Il primo passo è stato la pubblicazione del giornale Komsa, avviato nel giugno 1998, sullo sfondo di una profonda crisi economica in Russia. A differenza di molti gruppi “di sinistra”, non abbiamo considerato il 1991 come una “controrivoluzione borghese”; per noi essa si era già compiuta nel 1925, quando lo stalinismo, vincitore nell’URSS, ha abbandonato la rotta verso la rivoluzione mondiale.
La nostra comparsa è stata una reazione oggettiva al collasso sociale degli anni Novanta. L’impulso iniziale si basava in gran parte sul rifiuto spontaneo della “nuova” borghesia, composta da esponenti della nomenclatura del partito e del Komsomol. Tuttavia, questa negazione si è rapidamente trasformata nella formulazione di un solido fondamento politico: è necessaria la completa abolizione della proprietà privata e dei rapporti di merce e denaro, nonché il riconoscimento della dittatura del proletariato come fase transitoria inevitabile verso il comunismo.
2014: la prova dell’internazionalismo
Le posizioni dell’internazionalismo proletario sono state insite nella nostra organizzazione fin dall’inizio. Pertanto, quando nel 2014 il conflitto interimperialistico si è aggravato e l’Ucraina è divenuta uno dei suoi fronti bellici, non abbiamo avuto bisogno di rivedere le nostre posizioni.
Questo periodo ci ha costretto ad approfondire l’analisi dello sviluppo ineguale del capitalismo e del mutamento degli equilibri di forza sullo scacchiere mondiale. In una condizione in cui gran parte della cosiddetta “sinistra” è scivolata nel socialsciovinismo, abbiamo difeso coerentemente la tesi marxista classica: il proletariato non ha patria e ogni nazione moderna è solo un guscio politico-economico del capitale. Il compito della classe operaia in qualsiasi conflitto imperialista si riduce al principio: il nemico principale è nel proprio paese.
2026: “Prometeo Comunista” e i compiti della costruzione di partito
Oggi la situazione richiede il passaggio alla fase successiva. Come sottolineato nel “Manifesto” pubblicato in questo numero, l’epoca delle rivoluzioni democratico-borghesi e dei movimenti di liberazione nazionale è definitivamente conclusa. Il capitalismo ha definitivamente incatenato il pianeta alle catene del mercato mondiale, ma ha lasciato la classe dei lavoratori salariati divisa.
La pubblicazione di Prometeo Comunista è dettata dalla necessità di passare al lavoro pratico per la formazione di un partito comunista mondiale. Valutiamo sobriamente le nostre forze, non ci consideriamo un partito già costituito e riconosciamo di essere solo una delle componenti del movimento pratico verso di esso. Su questa strada, siamo aperti alla collaborazione con tutte le organizzazioni comuniste che si attestano coerentemente sulle posizioni del marxismo e dell’internazionalismo proletario.
Il significato del nome e i nostri compiti
L’immagine di Prometeo riflette il nostro compito principale: il superamento del monopolio borghese sulla conoscenza e l’introduzione della coscienza marxista nella lotta di classe del proletariato. Senza l’assimilazione della teoria, la protesta spontanea rimane chiusa nel quadro delle rivendicazioni economiche e non è in grado di minacciare le fondamenta del sistema della schiavitù salariata.
Il percorso dal giornale Komsa del 1998 alla rivista Prometeo Comunista del 2026 è un processo di maturazione politica e organizzativa. Noi analizziamo criticamente la nostra esperienza passata e compiamo il prossimo passo logico.
Proponiamo questa rivista non semplicemente per la lettura, ma come strumento di lavoro per la discussione teorica e il coordinamento organizzativo. Invitiamo coloro che condividono le nostre posizioni ad unirsi al lavoro della redazione e a partecipare al processo di formazione del partito comunista.
Aprile 2026