Prometeo Comunista

Il “Prometeo comunista” è un gruppo di marxisti rivoluzionari che considerano la loro attività come una parte del movimento mondiale della classe operaia per superare il capitalismo. Ci basiamo sul nucleo programmatico…

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Ultimi materiali

Programma

L'approccio alla questione partito

Uno dei motivi per cui questo articolo venne scritto, forse il principale, è stato quello di indicare quale sarebbe stato il ruolo di un partito rivoluzionario, qualora ci fossa stato in Inghilterra, durante lo sciopero dei minatori che, ricordiamolo, è stato l’evento di lotta di classe più importante negli anni 80 e 90 prima del crollo del falso socialismo in URSS. Infatti le indicazioni politiche contenute erano rivolte alla denuncia del solito riformismo, alla lotta al capitale nazionale e alla borghesia domestica. Si sottolineava, come sempre, la necessità che i minatori si mettessero in contatto con il resto della classe inglese, la necessità della costituzione di comitati operai ecc... Un secondo motivo riguardava le differenze sul ruolo del partito con i bordighisti, che all’epoca oscillavano tra la riconquista dei sindacati e la creazione di sindacati di classe a seconda di come tirava il vento, senza minimamente prendere in considerazione la nascita di organismi di lotta fuori e contro i sindacati. Un terzo motivo stava nel condurre una battaglia polemica con la posizione della CCI, che legava il ruolo del partito alla generalizzazione delle lotte, perché a tutto il resto ci avrebbe pensato da solo il proletariato...

Storia

L'ultima battaglia dei bolscevichi

Ci rivolgiamo a una delle pagine più tragiche, ma politicamente decisive, della storia del movimento operaio mondiale: la lotta eroica e coerente del Gruppo del Centralismo Democratico (i “decisti”). Mentre alla fine degli anni Venti la maggior parte degli oppositori di partito nutriva illusioni mortali sulla natura dello Stato sovietico, furono proprio i decisti (T. Sapronov, V. Smirnov e altri) i primi a trarre la rigorosa conclusione marxista: la controrivoluzione era compiuta, il PCUS(b) e l’apparato statale si erano trasformati in strumenti di sfruttamento capitalistico ostili al proletariato. Di conseguenza, non era necessaria una riforma interna al partito, bensì una nuova rivoluzione e la creazione di un nuovo partito, autenticamente operaio. Il valore particolare di questo materiale storico risiede nella spietata dissezione dell’ideologia di Lev Trockij e dei suoi sostenitori. Attraverso i documenti storici, dimostriamo come il rifiuto di Trockij di riconoscere la natura borghese del regime stalinista lo abbia condotto al funesto centrismo: sterili speranze in un “corso di sinistra” della burocrazia e la sostituzione dell’analisi di classe reale con ragionamenti astratti sulla “situazione internazionale”.

Politica internazionale

Rassegna internazionale, aprile 2026

Mentre le notizie parlano di una prossima stabilizzazione, il sistema sta attraversando una profonda crisi strutturale: i mercati sono saturi di debiti non garantiti, le nuove tecnologie privano alcuni vecchi settori dei profitti precedenti generandone di nuovi e altissimi per altri, e gli Stati, come prevedibile, vengono trascinati in guerre per le risorse. Non basta diagnosticare il capitalismo contemporaneo; è necessario comprendere perché il movimento operaio sia ora così debole e frammentato e, soprattutto, da dove, oggi stesso, i comunisti devono iniziare il lavoro pratico per organizzare le persone in vista dei futuri sconvolgimenti sociali, senza limitarsi all’attesa passiva di rivolte spontanee.